Conviene Ancora Investire in Titoli di Stato?

conviene ancora investire in titoli di statoNel 2011 la risposta era affermativa. Ma OGGI conviene ancora investire in titoli di Stato? E se ci fosse un pericolo grave ad incombere sui tuoi amati BTP?

Conviene ancora investire in titoli di Stato? Forse non più e per due ragioni molto valide: i rendimenti bassissimi nascondono i veri rischi che si nascondono dietro i bond pubblici, e c’è un pericolo che arriva dalla Germania che rischia di gelare i tuoi investimenti. Per ora è solo un’ipotesi di studio, ma se diventerà operativa sarà un’ulteriore motivo di preoccupazione. Sapere in anteprima di che si tratta ti aiuterà ad investire in modo migliore i tuoi soldi.

Scopri dove investire oggi.

Investire in titoli di stato: conviene?

Qualunque forma di investimento finanziario si basa su una relazione fondamentale:

tanto più alto  è il rischio associato ad un certo investimento, tanto maggiore deve essere la remunerazione potenziale offerta.

Ecco perché nel 2011 affermavo, senza mezzi termini, che investire in titoli di stato conviene (anzi, conveniva). I rendimenti erano molto alti e una esplosione del debito pubblico italiano avrebbe messo l’intera Europa in ginocchio. E oggi? Oggi il livello di indebitamento degli stati è cresciuto, il rapporto debito/pil è a quota 135 per cento, il rischio emittente è salito, ma i rendimenti sono a livelli assurdi. Addirittura negativi sulle scadenza più brevi.

I rischi che corri se scegli di investire in titoli di stato sono due:

  • la possibilità di subire una riduzione del valore di mercato del capitale investito, soprattutto se le scadenze sono molto lunghe
  • la possibilità di subire una perdita in conto capitale se passerà la proposta tedesca

Guarda queste slides per approfondire:

Se proprio vuoi investire in titoli di stato piuttosto non allungare troppo le scadenze per evitare di subire delle fortissime oscillazioni in conto capitale qualora gli investitori si riscoprissero, all’improvviso, avversi al rischio. Evita anche le scadenze troppo brevi il cui rendimenti è negativo ed è un “abominio finanziario”.

E se ci fosse un Bail In anche per i titoli di Stato?

Per sapere se conviene ancora investire in titoli di stato dobbiamo esaminare quello che è accaduto in Germania. Nel mese di dicembre 2015 i dettagli di una proposta di rinegoziazione del debito sono stati resi pubblici. L’idea è questa: ristrutturare automaticamente il debito pubblico di quei paesi in difficoltà che chiedono sovvenzioni al Fondo Salva Stati (ESM). Qualora l’Italia lo facesse – così come un qualsiasi altro Paese europeo – i pagamenti degli interessi sui titoli pubblici verrebbero sospesi, e le scadenze verrebbero allungate implicando un default parziale con perdita per gli investitori.

Te lo scrivo in altri termini:

i titoli di stato non sono più investimenti sicuri; su di essi incombe la possibilità che la Germania faccia diventare legge la sua proposta creando i presupposti per un bail in che toccherebbe, questa volta, anche i tuoi cari BTP.

Per ora tutto questo è ipotetico, ma si tratta di un rischio in più che devi essere pagato per correre. La tua domanda, conviene ancora investire in titoli di stato, è quindi più che legittima. Se i BTP non sono più sicuri come una volta e se il loro rendimento è quasi nullo per tutte le scadenze, forse forse conviene intraprendere un’altra strada per investire.

I migliori investimenti sono nell’Investment Club.

Al corso da vivo Investitore Libero andremo a fondo della questione. Vedremo come fare a scambiare i bassi rendimenti dei BTP con una strategia che aumenti i guadagni riducendo al tempo stesso i due rischi principali dell’investitore in titoli pubblici: il rischio di tasso ed il rischio emittente.

Cosa fare allora on i bond governativi che hai in portafoglio?

Conviene ancora investire in titoli di Stato?

Con tutte le premesse che abbiamo esaminato insieme possiamo rispondere no alla domanda. Non conviene investire ancora in titoli di Stato. Non come una volta. Ma non correre a vendere tutti i tuoi BTP. Se mi segui da tempo – e se hai già partecipato ad Investitore Libero – ora sorriderai perché sai già tutto e muoverti tra gli investimenti non è un problema. Ad ogni modo grazie al manuale di pianificazione assistita che ti regalo, potrai rimettere ordine nel tuo portafoglio eliminando gli squilibri che attualmente ci sono.

Al momento attuale voglio anticiparti due cose, darti due consigli che ti saranno molto utili:

  • conviene ancora investire in titoli di stato? No. Al momento attuale dedicherei ai BTP uno spazio molto contenuto all’interno del mio portafoglio
  • se i bond pubblici rappresentano oltre il 40% del mio capitale inizierei a venderli. Soprattutto quelli che hanno rendimenti negativi ai prezzi di oggi.

Ricorda: investire comporta dei rischi e con gli investimenti si può perdere; se tale possibilità non è compensata dall’opportunità di guadagnare il giusto se le cose vanno bene, l’intero processo non ha più senso.

Conviene ancora investire in titoli di stato solo se i loro rendimenti “ripagano” il rischio corso. Poiché oggi ciò non avviene è bene limitare l’esposizione verso i titoli pubblici. Non cadere nell’eccesso opposto, vendendo tutti i tuoi BTP per lasciare i soldi fermi sul conto corrente; investire in titoli di stato è ancora un’alternativa rispetto alle altre opzioni disponibili, occorre solo dosare con attenzione la quota da tenere in portafoglio.

In nessun caso, poi, i titoli di stato dovranno essere l’unico tuo investimento. Ok?

Giacomo Saver

Direttore e Fondatore di Segretibancari.com

41 commenti
  1. Grazie Giacomo per il tuo interessante post. Ieri come iscritto alla newsletter trend premium ho acquistato come da suggerimento 4.000 euro al 2037 di titoli di stato spagnoli. Ci sta come diversificazione all’interno di un portafoglio più’ strutturato con anche ETF?

    Grazie, ciao
    Fabrizio

  2. @ Fabrizio
    La tua domanda fa riferimento ad un servizio che non gestisco io, ma un mio collaboratore, Roberto Donzelli, che ha ottime capacità di analisi e di “visione di insieme”. All’interno del sito Segretibancari.com diamo delle “indicazioni di massima” che poi vanno ‘calate’ all’interno delle singole realtà, grazie ad analisi più approfondite.
    Per quello se hai trovato indicazioni in parte discordanti all’interno di un servizio offerto dal mio Gruppo e quello che dico qui hai fatto bene a farti venire il dubbio, ma segui con fiducia le indicazioni di Roberto.

    Nel post non dico di non investire in titoli di stato, ma di non farlo in modo sconsiderato. I titoli lunghi sono poco correlati con altre forme di investimento, e se inseriti in un portafoglio diversificato ne migliorano il rapporto rendimento – rischio mentre se presi da soli possono essere pericolosi.

    Mi spiego con un esempio. I principi attivi contenuti nei farmaci possono rendere gli stessi pericolosi per le persone. Per questo è bene mettere in guardia i pazienti dal loro uso, per evitare che un “fai da te” senza discernimento provochi danni. Se usati sotto controllo medico, invece, quegli stessi farmaci fanno bene e sono risolutivi per le molte patologie.

    Qualora ci fossero delle apparenti contraddizioni tra quello che scriviamo qui e le indicazioni contenute nei servizi operativi – come ad esempio l’Investment Club – sappi che queste analisi sono contestualizzate e, quindi, sono quelle da prendere effettivamente in considerazione. Grazie infinite per la tua domanda, perché mi ha dato modo di spiegare bene queste differenze.

  3. se uno ha 20% btp e 10% Spagna 10 Portogallo% che fa 40% il post dice di alleggerire? ho solo se uno ha 40% di soli BTP?

  4. @Daniele
    Roberto Donzelli e’ davvero in gamba, ho avuto uno scambio abbastanza proficuo di mail con lui, ho scritto anche spesso sul suo blog (anche se adesso sembra non piu’ aggiornato da tanto 🙁 ), ho avuto visioni spesso contrapposte alle sue ma sempre nell’ambito del confronto sereno e civile.
    Ormai credo di conoscerti bene Daniele, scegli solo collaboratori validi, come Vincenzo che e’ pure un simpaticone, ho sentito a pelle che apparteneva alla mia terra.
    Adoro condividere e scambiare opinioni con te Daniele e con voi tutti ed allo stesso tempo essere un po’ di aiuto agli amici numerosi che ci leggono (a volte se penso quanti sono, mi spavento, e’ come essere davanti ad un palcoscenico e provare all’inizio timore).
    Ma e’ un successo meritato.
    Stasera ho sforato Daniele…
    Vi lascio ma non vi abbandono…
    jinny@libero.it
    Giginv.
    p.s.: questa frase mi ha colpito: “ci vorrebbe una laurea in psicologia per comprendere gli investitori e non una in economia!”…

  5. Ciao Giacomo volevo chiederti perchè dici che i BTP rendono poco? Quelli di recente emissione si ma se io volessi comprare i btp italiani al 2037 che rendono il 4% (lordo e fisso sia se stanno a 80 sia se stanno a 130 )e considerato che sono tassati al 12,50% e non al 26% danno sempre comunque un buon rendimento (oltre il 3%). Ho pensato che anche comprandoli a 120 e oltre da qui al 2037 potranno scendere e poi risalire e quindi ci sarà un momento da qui al 2037 che potrebbero risalire oltre i 120 e ancora più del valore odierno con cui li comprerei. Non capisco cosa potrebbe succedere a questi BTP se ciò che ipotizza la Germania divenisse realtà. Grazie e a presto

  6. @ Daniele
    Apprezzo molto le risposte che date sempre tu ed il tuo team, compreso Vincenzo nel blog ‘formazione finanza’ .
    Il mio intento non era teso a ‘sfruculiare’ su eventuali contraddizioni, ma ad aumentare gli scambi di opinioni in questo momento che ritengo particolarmente difficile per noi risparmiatori.
    Colgo l’occasione per dire che leggo e seguo con attenzione il lavoro di Roberto, sia trend premium sia crescita e rendimento.
    A presto.

  7. Il discorso vale anche per ETF basati sui titoli di stato di tutta l’area euro? Come ad esempio il FR0010028860.
    Grazie per i post come sempre!

  8. Il suggerimento di non eccedere nei titoli di stato vale anche per etf governativi ? ossia sarebbe non consigliabile un inserimento di etf governativi all’ interno di un portafoglio con il 40 per cento di titoli di stato?
    Grazie per l’ interessante post

  9. @ Gianna
    Assolutamente sì: gli ETF governativi sono dei contenitori di titoli di stato. Va bene averne una parte in portafoglio, ma rispetto al passato è bene non eccedere nell’investimento in bond governativi. Un caro saluto e grazie a lei.

  10. @ Andrea
    Secondo me sì. Non sono solo i titoli di stato italiani ad aver un rapporto rendimento-rischio “sballato” ma quelli di tutta l’area. Grazie a te e, se lo ritieni utile, aiutami a fare circolare i miei post condividendoli su Facebook con i tuoi amici. Grazie.

  11. @ Fabrizio
    Grazie a Te. A volte mi rendo conto di creare un po’ di confusione ed è per questo che ho voluto fare la precisazione che hai letto. Per qualunque cosa sono qui per Te e per tutti gli Amici che mi seguono con tanto affetto. Buona settimana e a presto.

  12. @ Valter
    Purtroppo confondi la cedola con il rendimento. Sembrano cose simili ma non lo sono, perché il rendimento dei BTP considera anche il differenziale tra prezzo di acquisto e valore a scadenza. Trovi una spiegazione dettagliata qui: https://www.youtube.com/watch?v=4G9ZtGuVM2c. Buona visione!

  13. @ Gigi
    Grazie per le belle parole di stima e di incoraggiamento. Anche gli altri siti del Gruppo (Formazionefinanza di Vincenzo Migliaccio ed Educazionefinanziaria di Roberto Donzelli) faranno a breve un vero salto di qualità. Saranno completamente rinnovati e ci sarà molto contenuto utile per chi deve investire i propri risparmi. E’ questione di giorni, ormai… Un caro saluto e a presto!

  14. @ Marco
    Come ho scritto rispondendo ad un commento precedente secondo me tutti i titoli di stato euro sono poco redditizi ora come ora. L’Italia non è in una condizione di favore – o di sfavore – rispetto agli altri. Io alleggerire questa classe di attivo nel suo insieme.

  15. @Andrea e Gianna
    Ragazzi e ragazze, perche’ non vi convincete che sui titoli di stato non c’e’ piu’ valore? Lo so che l’idea e’ dura a morire, ma e’ cosi’!…
    jinny@libero.it
    Giginv.

  16. @Daniele
    Daniele: Grazie Gigi per le belle parole di stima e di incoraggiamento
    Gigi: sono sincere Daniele, scrivo quello che penso realmente…
    Non vedo l’ora di vedere i nuovi siti rinnovati del tuo Gruppo, per me ormai sono un punto quotidiano di riferimento.
    Grazie Daniele, un caro saluto anche a te e sempre in kontatto 🙂
    jinny@libero.it
    Giginv.

  17. Ciao Giacomo, stare alla larga dai titoli di stato. E dagli ETF che perdono in questo momento dal 10 al 27% ?
    E le obbligazioni in valuta in profondo rosso?
    Giacomo sei bravissimo, ma dai, sbilanciati con qualche suggerimento concreto su cosa investire.
    Un grazie e un saluto.
    OT

  18. ma se in europa si inventano un bail sui titoli di stato non sarebbe meglio i titoli di stato americani i treasury liberi da questi vincoli assurdi ?

  19. @ Sandro
    Certamente. Tieni però presente che i Treasury rendono poco pure loro ed inoltre hanno il rischio di cambio la cui copertura è onerosa…

  20. @ Otello
    Volentieri. Non solo mi sbliancio in generale ma ti regalo anche quattro strumenti pratici. Ecco dove li trovi: https://www.segretibancari.com/investment-club/. Un abbraccio!

  21. Credi che non sia valore sui titoli di stato neanche per gli inflation linked ai prezzi attuali? Da due giorni cdp non emette più buoni postali indicizzati all’inflazione, non è che sia un segnale che si aspettano che qualcosa cambierà su quel versante? magari anche per ‘aiutare’ a bruciare un po di debito pubblico
    grazie e saluti

  22. @Paffuto
    io ho ricevuto questa risposta:
    “Abbiamo tagliato tutti i rendimenti che in alcuni casi sono scesi sotto lo zero, per adeguarci ai tassi di mercato”…
    jinny@libero.it
    Giginv.

  23. @ paffuto
    Sì la cosa è assolutamente plausibile. Per effetto del “ritorno in media” a periodi di bassa inflazione ne seguiranno altri con inflazione elevata. In questo credo ci metterà del suo il prezzo del petrolio che, quando salirà, farà lievitare il livello generale dei prezzi. Una buona strategia di portafoglio dovrebbe tenere conto anche della possibilità che l’inflazione cresca negli anni, ed apportare i giusti correttivi.

  24. I titoli di stato non hanno il bail-in, però c’è il rischio che fallisca lo stato emittente, quindi è praticamente la stessa cosa del bail-in, sebbene sia più facile che fallisca una banca, piuttosto che uno stato.

  25. “Fonti non ufficiali” dicono che a breve dovrebbero essere emessi dei nuovi buoni collegati all’inflazione.

  26. @Alessandro
    ora per ora non darei piu’ nulla per scontato…
    jinny@libero.it
    Giginv.

  27. @giacomo qualche giorno fa scrissi che il potenziale extra rendimento dei buoni postali indicizzati all’inflazione rispetto al rendimento dei ctz rappresentava una sorta di pasto gratis presente sul mercato. Credo il fatto che sia stata sospesa l’emissione conferma che la mia tesi, da te già avallata, fosse esatta.
    Buona giornata a tutti

  28. La sanno lunga………….gli ordinati rendono lo 0,10%, quindi negativi se togliamo lo 0,2% annuo di imposta governativa sui depositi oltre 5.000 euro e il 12,5% di tassazione della cedola. Al confronto lo 0,10+eventuale inflazione dato dai buoni inflazione era oro colato

  29. @ferdinando
    Daniele aveva ragione, anche nel btp italia l’opzione di indicizzazione all’inflazione era regalata. Le poste stanno razionalizzando. Come? sforbiciando tutto.
    Ricordate Edward mani di forbice del grande Depp? Cosi’,,,
    jinny@libero.it
    Giginv.

  30. @paffuto
    avevano ragione le nostre nonne…
    jinny@libero.it
    Giginv.

  31. @ALessandro se saranno emessi nuovi buoni indicizzati all’ inflazione, vista la situazione dei mercati monetari, credo che gli interessi saranno riconosciuti solo a coloro che manterranno il buono fino alla scadenza. Saluti Ferdinando

  32. Hanno tolto anche i Buoni Inflazione “normali”, non soltanto i Buoni Inflazione Extra, comunque il rendimento degli Extra era riconosciuto soltanto rispettando alcune condizion.
    .
    Visto il mercato attuale, forse entrambi i tipi avevano rendimento troppo elevato comparato ai BTP Italia.

  33. Infatti
    “sebbene sia più facile che fallisca una banca, piuttosto che uno stato”
    non significa che uno stato non possa fallire (vedi Argentina, Grecia); sia un fallimento disordinato o controllato non cambio molto la situazione. 😉

  34. @Ferdinando: avere gli interessi soltanto a scadenza (10 anni?) credo che sarebbe il minimo, che era anche una condizione degli Extra, infatti non mi sorprenderei se ci fossero ulteriori condizioni.

  35. @ Alessandro
    Concordo in pieno. Nessuno può escludere a priori un “default” pilotato degli Stati. Magari si faranno gli Eurobond in cambio di un haircut del debito nazionale?

  36. @ Ferdinando
    Hai portato sfortuna 🙂 A parte gli scherzi, la tua ipotesi era giustissima, e infatti si è subito corso ai ripari. La lezione è che le anomalie non durano per sempre, prima o poi vengono corrette. C’è un’altra anomalia ora che rischia di essere “raddrizzata”…

  37. Mi ricordo che anche quando i tassi dei BTP incominciarono a calare dai massimi dell’attacco speculativo all’Italia, il rendimento dei buoni calava con un certo ritardo.

  38. per quanto riguarda il fallimento dello stato italia .. beh ora può fallire per legge. Dal 2013 tutti i titoli emessi sono sottoposti alle cosiddette CACS (clausole di azione collettiva). “Cosa sono le CAC? Esse sono postille (vere e proprie clausole vessatorie) previste sui nuovi titoli di stato di durata superiore a 12 mesi, emessi da ogni paese europeo aderente all’ESM (leggi qui il trattato), con la prima cedola scadente a partire dalla data del 1 gennaio 2013. Le CAC regolano la possibilità, per uno stato che versa in una condizione di crisi del debito sovrano, di ricontrattare interessi, scadenze e di proporre agli investitori lo scambio con obbligazioni di diversa tipologia. Gli accordi europei prevedono espressamente che l’emissione di titoli di debito pubblico con le CAC non deve superare il 45% del totale emesso in un anno (leggi qui le linee guida del dipartimento del tesoro, sulla gestione del debito pubblico del 2013).In pratica, grazie al trattato che istituisce il fondo salva stati (a cui anche l’Italia ha aderito), BOT e BTP non saranno più garantiti dallo stato. Ogni paese europeo, infatti, potrà legittimamente rinegoziare la propria esposizione debitoria con gli investitori, facendo saltare all’aria gli accordi originari divenuti per esso insostenibili (un po’ come già accade in Italia con la previdenza sociale; passano gli anni e lo stato modifica continuamente le condizioni per andare in pensione, facendo subire un danno al contribuente il quale vede sempre di più allontanarsi il giorno in cui poter accedere alla pensione e sempre più diminuire la sua entità) …… QUINDI ANCORA DI PIU’ IL RISCHIO NON VALE LA CANDELA !!!!!!!!! ALLA LARGA!!!

  39. @Daniele e Andrea
    Lo sballamento e’ derivato dalla politica monetaria ultra espansiva che ha disorientato chi era “legato” a questi strumenti finanziari.
    jinny@libero.it
    Giginv.

  40. @ Gigi
    Ed ha creato una situazione anomala e pericolosa con tassi di interesse addirittura sotto zero per le scadenze più corte.

  41. @ Ramiel
    Proprio “ALLA LARGA” forse è troppo, ma comunque le prole d’ordine sono: selettività e sottopeso nei portafogli 🙂

Rispondi o Commenta