Ristrutturazione del debito pubblico: 4 ipotesi di lavoro

23 Settembre 2020

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Con un debito pro capite di 43.100 €, un rapporto debito/Pil al 155% e una recessione duratura la ristrutturazione del debito pubblico non è più un optional.

Debito pubblico: ristrutturazione necessaria

L’Europa dà, ma l’Europa toglie. Il vice presidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, ha detto che entro la primavera 2021 si deciderà come ripristinare il Patto di Stabilità.

Questo, infatti, era stato sospeso a causa dell’emergenza da COVID-19. Tuttavia i numeri relativi al debito italiano sono mostruosi.

A titolo di esempio su ogni cittadino grava un debito pro-capite di 43.100 €. In aggiunta:

  • il deficit statale è di 55 miliardi di euro
  • il disavanzo primario è pari all’8,60% del Pil. Aggiungendo gli interessi sul debito arriviamo al 10,40%
  • il rapporto tra debito e Pil è a quota 155%, un record assoluto per la Repubblica.
Servizi-Segreti Bancari

Con queste premesse la domanda non è “se ci sarà una ristrutturazione del debito pubblico”. La domanda corretta è “come avverrà“.

4 modi per ristrutturare il debito pubblico

Aumento delle imposte/patrimoniale

È l’ipotesi più temuta. Le famiglie italiane hanno una ricchezza complessiva di 10.000 miliari di euro. 4.300 miliardi di euro solo di attività finanziarie.

Un eventuale prelievo forzoso sui conti correnti potrebbe essere una delle ipotesi. Ma questa tassa si può evitare in modo attento attraverso una politica adeguata degli investimenti.

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Altre strade potrebbero essere:

  • reintroduzione in pieno della tassa di successione
  • aumento della tassazione sugli immobili attraverso la rivalutazione dei coefficienti catastali
  • aumento della tassazione sulle attività finanziarie.

Elevata inflazione

La creazione di inflazione gonfia il Pil nominale. In tal modo il rapporto tra debito e Pil scende automaticamente. In breve il debito viene svalutato. Gli investitori ricevono indietro una somma monetaria invariata. Tuttavia il potere di acquisto della stessa è ridotto.

Esempi storici

  • Cile (1984 – 1991)
  • Spagna (1976 – 1980)
  • Italia (1975 – 1987)

La creazione di inflazione è collegata alla presenza di una Banca Centrale debole, o al servizio del potere politico.

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Default/rinegoziazione

La ristrutturazione del debito pubblico passa attraverso due ipotesi. Intendo dire che il default può essere totale o parziale. Nel primo caso l’investitore perderà per intero il capitale. Al contrario nel secondo caso patirà una riduzione del valore nominale dei titoli.

In definitiva la rinegoziazione del debito si accompagna a crisi valutarie. Ecco, in sintesi, cosa ci racconta la storia.

Esempi storici

  • Argentina (2002 – 2008)
  • Messico (1982 – 1992)
  • Usa (1929 – 1933)

Il default riduce istantaneamente il peso del debito, ma ne rende difficoltoso il rifinanziamento. Grazie ai portafogli dell’Investment Club eviterai questo rischio. Scoprili gratis!

Crescita veloce

Se il tasso di crescita del debito è inferiore a quello del Pil, il rapporto si riduce. Una crescita economia robusta è la chiave per rendere il debito pubblico sostenibile, riducendone il peso.

Esempi storici

  • Nigeria (2001 – 2005)
  • Usa (1938 – 1943)
  • Finlandia (1991 – 1998)

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Giacomo Saver – CEO di Segreti Bancari

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